AGRINSIEME BASILICATA: ELEZIONI, CONFRONTO CON I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE

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Presentata piattaforma di proposte per il settore agricolo

Potenza, 18 marzo 2019 – Il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, vale a dire l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Agricola Vendibile, ha incontrato oggi i candidati alla presidenza della Regione Antonio Mattia, del Movimento5Stelle, Valerio Tramutoli, della lista Basilicata possibile, e Carlo Trerotola, della coalizione di centrosinistra. Vito Bardi, della coalizione di centrodestra ha raggiunto successivamente l’incontro.

Alla base l’esigenza di maggiore attenzione della politica – come ha detto nell’introdurre i lavori Donato Distefano direttore Cia – per un mondo che mette insieme 5 milioni di giornate lavorative l’anno e conta su 500 mila ettari di superficie agricola utilizzata.

I presidenti della Cia Giambattista Lorusso, della Confagricoltura Francesco Battifarano, della Copagri Nicola Minichino e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Andrea Badursi hanno illustrato e consegnato ai candidati una piattaforma contenente le proposte di Agrinsieme Basilicata per la prossima legislatura e per lo sviluppo del comparto primario della Regione. Il documento ha come temi portanti: Agricoltura settore strategico per un nuovo modello di sviluppo della Basilicata; Agricoltura bene comune le prospettive dell’agricoltura lucana nella programmazione UE 2020/30; Proposte per un nuovo percorso di sviluppo in Basilicata.

Al centro c’è innanzitutto quello che attendono i nuovi Consiglio e Giunta per completare il PSR 2014/2020 accelerando la spesa ed emanando la restante parte dei bandi e definendo rapidamente i progetti riguardanti le filiere agroalimentari, per poi realizzare un PSR 2021-2027 capace di riassumere e declinare i preminenti punti della nuova PAC, quali la resilienza, la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare, l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione, il ricambio generazionale e l’aggregazione in reale occasioni di crescita del settore agricolo ed agroalimentare, rafforzando le aziende esistenti, dando priorità alle strutture aggregative e dando vita a nuove aziende agricole intelligenti, redditive e in rete.

Per i dirigenti di Agrinsieme altre priorità riguardano l’adeguamento della governance degli enti a servizio delle aziende e del sistema produttivo agricolo lucano, razionalizzando le funzioni e i compiti delle strutture esistenti e dando concreto avvio al S.i.a.r.b. (servizio informatico agricolo Basilicata) che deve caratterizzarsi anche come banca dati e anagrafe unica dell’agroalimentare e del patrimonio fondiario lucano; rendere operativo il tavolo agroalimentare per attuare le politiche di filiera in maniera sinergica anche alla luce del fatto che la prossima programmazione non favorirà un approccio pluri-fondo; Riattivare un fecondo rapporto tra agricoltura, ricerca e mondo della conoscenza per dar vita ad un grande programma per l’innovazione del settore e delle aziende capace di utilizzare in modo razionale le risorse naturali e favorire concretamente la sostenibilità ambientale e produttiva e l’agricoltura di precisione; promuovere e sostenere in linea con quanto previsto dall’attuale programmazione forme di aggregazione al fine di aumentare la competitività del sistema agricolo ed agroalimentare lucano.

Per Agrinsieme, che ha insistito su un Piano regionale irriguo, piano agro-energetico e da fonti rinnovabili, piano per la chimica verde, piano per le proteine vegetali, piano silvo-forestale, il definitivo riordino delle terre civiche e piano di utilizzo dei terreni demaniali disponibili, è matura la proposta di dar vita al marchio unico delle qualità lucana, pubblico, valorizzando il nesso tra agricoltura, ambiente, territorio, che esalti l’unicità’, la distintività e il legame identitario delle produzioni con i territori di provenienza.

Inoltre, sostenere le filiere di prossimità in particolare le produzioni agricole minori, tipiche e tradizionali, che trovano nell’azienda agricola il luogo nel quale sintetizzano le fasi della produzione, della trasformazione e vendita e generano lavoro e reddito. Circa 160 imprese coinvolte (di cui 132 agricole, 13 di trasformazione, 11 di commercializzazione), 44,152 milioni complessivi per l’attuazione dei quattro progetti di filiera (cereali, latte, bio, carni) di cui 20 milioni di euro di investimenti privati: sono i numeri dell’iniziativa di Agrinsieme Basilicata (Cia, Confagricoltura, Cooperative Italiane, Copagri).

Tramutoli (Basilicata Possibile) ha parlato della necessità di “aiuti diversi dal passato per gli agricoltori lucani, tenendo conto dell’esigenza di garantire maggiore reddito, sbocchi di mercato e di modernizzazione aziendale. Ha insistito sulla lotta al caporalato e sul ricambio generazionale”.

Mattia (M5S) ha ricordato di aver indicato come assessore Agricoltura-Ambiente, accorpati, una donna agronoma con la volontà di raccogliere proposte e idee più approfondite di quelle già contenute nel programma del Movimento. Agrinsieme che mette insieme più associazioni – ha detto – è un sintomo positivo di come affrontare una nuova stagione di gestone agricola regionale a condizione di superare l’appiattimento delle organizzazioni di categoria sulla politica.

Trerotola (centrosinistra) ha espresso condivisione del “pacchetto di proposte” ribandendo la centralità dell’agricoltura specie rispetto al petrolio e ai processi industriali. Bisognerà prima di ogni cosa – ha detto – sburocratizzare ed evitare disagi e penalizzazioni agli agricoltori. Il futuro dello sviluppo e dell’occupazione è nell’agricoltura.

Bardi (centrodestra) ha sintetizzato il programma di cambiamento che proprio in tema di agricoltura – ha detto – trova punti di convergenza con il documento di Agrinsieme. Il mondo agricolo per diventare protagonista del cambiamento – ha sostenuto – deve poter contare su una Giunta che non faccia solo Tavoli Verde mettendo a posto la coscienza, tanto per consultazione, ma adotti i provvedimenti condivisi.

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