inComunicati Stampa il18 Gen 2019

LUPPOLO, FILIERA “MINORE” CHE HA AMPI MARGINI DI CRESCITA E CHE VA SUPPORTATA

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Conte, domanda di prodotto nazionale è aumentata sensibilmente; fare sistema e puntare sulla ricerca per creare una vera filiera

“Quella del luppolo è una delle cosiddette filiere minori, come anche la canapa e il cardo, che se opportunamente supportate possono dare molto al primario del nostro Paese, anche in termini di reddito; da qualche anno, infatti, con la continua crescita dei birrifici artigianali, arrivati a fine 2017 a superare le 1300 unità, è sensibilmente aumentato l’interesse dei consumatori e, di conseguenza, la domanda di luppolo di provenienza nazionale per soddisfare un fabbisogno stimato in circa 3500 tonnellate annue”. Lo ha detto il direttore della Copagri Campania Paolo Conte intervenendo al convegno del Crea “Criticità e opportunità per lo sviluppo sostenibile di una filiera del luppolo italiano”.

“Proprio per queste ragioni, oggi più che mai occorre fare sistema tra la politica, il mondo della ricerca e quello delle associazioni di categoria e dei produttori, per creare una filiera del luppolo e affinché tutto il lavoro e l’impegno profuso dal Crea non vada disperso, ma venga trasferito direttamente ai produttori e a tutti gli stakeholder”, ha aggiunto Conte, auspicando a questo proposito che venga rinnovato il sostegno del Governo al progetto Luppolo.it, finalizzato al miglioramento della qualità, della sostenibilità e della competitività delle produzioni.

“Il miglioramento competitivo e qualitativo delle materie prime da impiegare nella produzione di birre artigianali 100% Made in Italy, che il progetto del Crea intende perseguire, è di fondamentale importanza, infatti, per contribuire allo sviluppo di questa produzione, che nel nostro Paese conta 50-60 ettari coltivati, ma ha ampi margini di crescita ed elevate potenzialità di sviluppo”, ha proseguito il direttore della Copagri Campania.

“Auspichiamo pertanto che la produzione di birra agricola e artigianale venga riconosciuta quale produzione agricola, alla stregua del vino e del sidro, al fine di indirizzare la programmazione delle Regioni sui finanziamenti Psr anche in questo ambito produttivo; attendiamo inoltre di conoscere i contenuti del piano di settore per lo sviluppo della filiera luppolicola che dovrà essere redatto entro l’anno dal tavolo tecnico insediato al Mipaaft”, ha concluso Conte.

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