inComunicati Stampa il12 settembre 2018

PESTE SUINA AFRICANA, IN SARDEGNA OTTIMI RISULTATI NELLA LOTTA PER L’ERADICAZIONE

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Cirronis, Ministero Salute ne prenda atto e solleciti nuovamente Commissione UE per rimuovere divieto export prodotti trasformati

“La Copagri Sardegna ha sempre sostenuto, anche attraverso momenti di sensibilizzazione e formazione, la necessità di azioni, anche drastiche, volte all’eradicazione dall’Isola della Peste suina africana (Psa), e accoglie quindi con favore il netto calo dei focolai della malattia, tristemente presente nell’Isola da oltre quarant’anni”. Così il presidente della Copagri Sardegna Ignazio Cirronis sulla base di dati elaborati dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, che evidenziano come dal triennio 2012-14 al 2015-17 il numero di focolai di Psa nei maiali domestici si sia ridotto del 75%, percentuale che sale al 90% se confrontata con i dati relativi al periodo agosto 2017-marzo 2018.

“La Psa ha fortemente ridimensionato gli allevamenti sardi, che ormai coprono solo una piccola parte di un mercato che vale oltre 500 milioni di euro; le imprese di trasformazione e i salumifici, infatti, si approvvigionano ormai solo di carni o ritagli di lavorazione derivanti dal mercato continentale ed estero, con ripercussioni sulla qualità delle produzioni”, fa notare il presidente.

“Il Ministero della Salute deve ora prendere atto dei risultati conseguiti nella lotta per l’eradicazione della malattia e sollecitare nuovamente la Commissione Europea affinché vengano rimossi i divieti all’esportazione di prodotti trasformati”, aggiunge Cirronis.

“Da parte della Regione Sardegna ci si attende una rapida attuazione delle recente legge regionale di sostegno alla suinicoltura, puntando alla tutela e alla valorizzazione dei suino autoctono sardo e all’attivazione degli incontri di filiera necessari alla promozione della DOP ‘porchetto sardo’ e della DOP di valorizzazione delle carni da suino autoctono, in primis il prosciutto; chiediamo inoltre alla Regione di porre in essere nuovi rapporti tra produttori e trasformatori e a programmare le necessarie azioni di formazione”, afferma il direttore regionale della Copagri Pietro Tandeddu.

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