inComunicati Stampa il5 luglio 2018

PECORINO, PRODUZIONE A RISCHIO SFORAMENTO; REGIONE SARDEGNA E MIPAAF INTERVENGANO

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Tandeddu, a pagarne le conseguenze saranno solamente i pastori, che dovranno lavorare sottocosto

“La produzione di pecorino romano della campagna lattiero-casearia 2017-2018, prossima alla chiusura, dovrebbe attestarsi a fine luglio intorno ai 330mila quintali, cifra ben lontana dal tetto di autoregolamentazione di 280mila quintali fissato dal consorzio di tutela”, sottolinea il direttore della Copagri Sardegna Pietro Tandeddu.

“A pagare le conseguenze di questa situazione, che come accaduto in passato genererà squilibri di mercato, saranno solamente i pastori, che si troveranno costretti a dover lavorare sotto costo”, fa notare Tandeddu.

“Chiediamo quindi nuovamente, come già fatto più volte in passato senza risultato, la ricostituzione del Tavolo nazionale di filiera, per un esame collegiale della situazione del comparto; è fondamentale conoscere esattamente quanto latte ovino si produce in Sardegna e far sì che le aziende casearie rispettino le quote di pecorino romano assegnate e le regole contrattuali stabilite dalla legge”, continua il direttore regionale della Copagri.

“Facciamo pertanto appello alla Regione Sardegna, affinché solleciti il Ministero delle Politiche agricole in tale direzione e affinché si esprima sulla possibilità di legare gli incentivi pubblici nel settore lattiero-caseario al rispetto della programmazione produttiva del pecorino romano; attendiamo inoltre di conoscere le ragioni del mancato riconoscimento dell’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo Oilos, non ancora avvenuto a causa di una ambigua interpretazione dei regolamenti comunitari in materia di latte”, conclude Tandeddu.

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