inComunicati Stampa il15 Giugno 2018

INFLAZIONE, AUMENTO PREZZI AL CONSUMO DEVE TRASFERIRSI AI PRODUTTORI AGRICOLI

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È ancora ampia la forbice tra i prezzi all’origine e i costi produttivi

“Nonostante l’aumento dei prezzi al consumo di prodotti alimentari e bevande analcoliche certificato dall’Istat, che ha diffuso oggi i dati definitivi sull’inflazione a maggio 2018, i produttori agricoli continuano a essere penalizzati dall’allargamento della forbice tra la diminuzione dei prezzi all’origine e l’aumento dei costi produttivi e di gestione delle aziende, che incidono in maniera significativa sul reddito del settore primario”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di proprie analisi sui dati definitivi dell’Istat sull’inflazione, precisando che nel periodo in esame i prezzi al consumo di prodotti alimentari e bevande analcoliche sono aumentati dello 0,8% sul mese precedente e dell’1,9% su base annua.

“In particolare per l’ortofrutta, anche a causa dell’andamento climatico anomalo che ha caratterizzato la stagione, si registrano aumenti congiunturali dei prezzi al consumo dell’11,2%, nettamente superiori alla media degli altri prodotti e alla crescita fatta registrare a maggio 2017”, osserva la Copagri, ad avviso della quale “è sempre più necessario continuare a lavorare affinché gli agricoltori possano beneficiare del trend che vede i prezzi dei prodotti alimentari crescere più della media”.

“L’auspicio della Confederazione è che le misure annunciate dal Ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio per promuovere e difendere il made in Italy possano presto tradursi in provvedimenti concreti a beneficio dei produttori agricoli”, conclude la Copagri.

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