inComunicati Stampa il5 Settembre 2016

Made in Italy, l’internazionalizzazione resta un sogno nel cassetto. Gli agricoltori vogliono fatti e non slogan

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L’internazionalizzazione dei prodotti Made in Italy resta un sogno ancora tutto da realizzare. Non ci illudiamo che basti una bacchetta magica per sbloccare la situazione, ma a un anno dalla chiusura di Expo non si sono fatti grandi passi avanti.

In questi ultimi mesi abbiamo continuamente assistito ad un notevole proliferare di iniziative volte a potenziare l’internazionalizzazione e a diffondere una maggiore conoscenza dei prodotti dell’agricoltura Italiana nel mondo. Iniziative che sono, però, rimaste solo sulla carta. Quello che dobbiamo, infatti, riscontrare è che, al di là di azioni e dichiarazioni estemporanee, poco o nulla di concreto è stato fatto.

E’ un dato di fatto incontrovertibile che il Made in Italy piaccia sempre di più nel mondo. Ogni giorno cresce tanto la domanda di prodotti italiani quanto la loro contraffazione – l’Italian Sounding ha raggiunto un valore di oltre 60 miliardi l’anno – perchè a livello mondiale non sussistono certezze sulla difesa della tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti italiani. Una situazione difficile da gestire la cui criticità aumenta soprattutto in un momento di grandissima tensione tra gli accordi internazionali.

Non possiamo nascondere la nostra delusione nei confronti delle istituzioni che, dopo Expo, hanno totalmente disatteso le aspettative del comparto agroalimentare. Dopo quasi un anno nulla è cambiato e il recente accordo sottoscritto dal Governo con il gigante di e-commerce cinese Alibaba, pur rappresentando un’interessante prospettiva, è nei fatti molto limitata ad alcune filiere e non a tutto il sistema Italia.

La COPAGRI ha continuato in questi mesi, e continuerà, a sostenere i progetti di internazionalizzazione dei prodotti agricoli italiani anche attraverso lo sviluppo del progetto LOVE IT presentato nell’ambito di Expo (metti due righe su cosa è LOVE IT). A questo proposito proprio nelle prossime settimane avremo incontri decisivi per sviluppare un sistema sinergico del vero made in Italy che coinvolgerà tutte le principali filiere dell’agroalimentare italiano.

Ci spiace sottolineare la scarsa, se non assente collaborazione delle principali istituzioni nazionali.

Gli agricoltori non vogliono slogan ma fatti, a partire dalla tutela del reddito.

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